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Deriva il suo nome dalla funzione svolta nel corso del Medioevo: nel caso di invasioni la località in pericolo inviava per mezzo di fuochi o fumate un messaggio di allarme diretto a Roma. Fumone, colle in vista, raccoglieva rapidamente il segnale e lo rinviava alle postazioni più vicine alla Città Eterna. Da questa particolare funzione ha ricavato la sua importanza strategica, il nome e due curiose espressioni: “Quando Fumone fuma tutta la Campagna trema”. Una manifestazione folcloristica, che si è mantenuta viva nei secoli, è collegata alla festa religiosa di San Sebastiano. In occasione della festa il comune invia alla persona, scelta per sorteggio quale organizzatore della festa, un grande ramo di olivo a simboleggiare la pace. Il “festarolo”, così è denominato l’incaricato, deve occuparsi di far preparare ciambelle e una minestra (le sagne) che verranno distribuite durante le festività in momenti particolari: oggi le ciambelle vengono lanciate alla folla dal balcone del comune. Lo stesso personaggio accompagna la processione fornito di un bastone che lo contraddistingue perché sormontato da una statuetta raffigurante San Sebastiano, assieme alle sue offerte di cera al santo. C’è poi una ritualità complessa negli scambi di doni e nell’avvicendamento tra festarolo subentrante e il suo predecessore. |